Una nuova avventura per i giovani

Esistono due tipologie di regate veliche: quelle di flotta e quelle arbitrate. 
Siamo abituati a vedere gli atleti delle nostre squadre regatare in flotta, ma nel loro futuro potrebbero esserci competizioni ancora più tecniche e avvincenti.
Nasce così il progetto Match Race, promosso dal nostro direttore sportivo Giorgio Bolla con il supporto tecnico del giudice e arbitro internazionale Luigi Bertini per i ragazzi del 29er di diversi circoli. Chiediamo quindi a Bertini di raccontarci in cosa consiste questo interessante progetto.

Qual è il format che avete scelto?

Il progetto si struttura in tre incontri. Nel primo appuntamento, che si è svolto dal 21 al 23 febbraio scorso, i ragazzi hanno appreso le prime nozioni di base del Match Race, sia a terra che in acqua e durante le prime prove a turno hanno provato tutti i ruoli. Nei successivi appuntamenti invece, verranno approfondite la tattica e la strategia e gli approcci in boa, in preparazione alla regata.

Chi definirà i ruoli fissi in barca?

Durante gli allenamenti i ragazzi verranno osservati, una volta a terra ci confronteremo sia con gli allenatori che con gli atleti, anche singolarmente, per cogliere le loro impressioni e poter definire l’equipaggio fisso, in base al grado di affiatamento. Si tratta di un passaggio fondamentale e molto delicato perché l’equipaggio deve sentirsi in sintonia e soprattutto in equilibrio. Sbagliare un ruolo potrebbe compromettere le prestazioni del team. Nel Match Race, più che in altre regate, la comunicazione e la resistenza allo stress sono fattori da allenare, e noi dedicheremo particolare attenzione proprio a questi aspetti.

Cosa impareranno gli atleti?

Gli atleti del 29er sono abituati a regatare in coppia (timoniere - prodiere), ora invece formeranno un equipaggio allargato di quattro persone (timoniere - prodiere - tattico- centrale) e impareranno quindi a relazionarsi in un team. Il confronto a Match Race, ossia solo tra due barche, è diretto, le manovre molto ravvicinate e non ci sono margini di errore: concentrazione e precisione diventeranno quindi indispensabili.

Perchè si è deciso di intraprendere questo progetto?

Negli ultimi anni molte nazioni come Francia, Polonia, Spagna, Romania e Grecia hanno ricominciato a credere nel Match Race, mentre alcune nazioni nord europee come Svezia e Danimarca non lo hanno mai abbandonato. In Italia ci siamo trovati senza una vera scuola di MR a livello nazionale, specialmente per i giovani, quindi la Canottieri Garda ha deciso di organizzare un’attività pianificata come progetto pilota. Per la prima volta quindi un circolo organizza un progetto giovanile a lungo termine con obiettivi prefissati, finalizzato a dare ai giovani velisti un’alternativa alle regate in deriva.
I bravi timonieri di Match Race sono estremamente richiesti sulle barche più grandi e noi cerchiami di prepararli al meglio.

In cosa differiscono regate di flotta e regate match race?

Sono due tipologie di regata completamente differenti fra loro. Nelle regate di flotta, dove le prove hanno una durata di circa 20 minuti l’una, le proteste vengono discusse a terra al termine della giornata; nelle regate di match invece le prove hanno una durata ridotta di circa 8-10 minuti e le proteste vengono discusse, o meglio “arbitrate”, direttamente sul campo di regata con gli arbitri che seguono le barche in acqua. Mentre una giuria tradizionale a terra ha tutto il tempo a sua disposizione per prendere una decisione, in acqua deve dare una risposta entro 5-10 secondi. Nelle regate match race sono fondamentali la velocità di reazione, la tattica e la conoscenza del regolamento. 

Com’è andata la prima sessione?

Sono molto soddisfatto e lo stesso vale per il direttore sportivo Giorgio Bolla, in aula e in acqua con noi per entrambe le giornate,  e i due allenatori della squadra 29er Francesco Bertagna e Paola Bergamaschi. I ragazzi non erano mai stati su barche “grandi” come i Protagonist. Sono scesi in acqua sabato con un livello zero di conoscenza sia delle barche che del MR e domenica non solo sapevano manovrare le barche fino all’uso dello spinnaker, ma si sono cimentati anche in manovre tipiche del match race come dial-up e circling, fino a disputare una serie di regate.

Prossimo obiettivo?

La Canottieri vuole far crescere i propri atleti e prepararli per qualsiasi tipologia di regata.
Aprire le iscrizioni anche ad esterni è un valore aggiunto perchè favorisce il confronto con altri atleti.
Ora l'obiettivo è di arrivare preparati a metà maggio per affrontare le prime regate, in modo che i ragazzi possano ottenere punteggi nel ranking internazionale. In base alle valutazioni al termine degli allenamenti, verrà formato l'equipaggio maschile e quello femminile che parteciperanno ai Campionati Italiani di Match Race Under 23, in programma il prossimo autunno.