Porto "Mauro Melzani"

Il porto è il cuore della nostra sede sociale, quasi tutto parte da qui. 
Se all’inizio del nuovo millennio contava una trentina di imbarcazioni al massimo, dal 2002 invece può ospitarne oltre cento. E’ dedicato alla memoria di Mauro Melzani, past president e consigliere, che grazie alla sua lungimiranza ha fortemente creduto in questo progetto, tanto da coinvolgere tutto il consiglio dell’epoca.
La Canottieri ha quindi investito quanto poteva per realizzare una diga foranea, tre pontili galleggianti e i moduli BW di protezione, supportata anche dal Comune di Salò a cui la diga appartiene.
A chi la considera solo una marina privata, replichiamo con orgoglio che si tratta del porto di un’associazione sportiva, ma che è anche il suo polmone, i cui benefici ricadono sulle squadre e sulle attività promosse e i cui diportisti non devono sentirsi clienti, ma soci!
Non è stato tutto semplice e non lo è tuttora, perché per far fronte alle sempre più frequenti lagheggiate, il livello delle manutenzione deve mantenersi alto e costante.

Il direttore di sede Yvan Carè, che segue direttamente i lavori in programma, ci spiega con precisione cosa è stato fatto e cosa ancora rimane da fare.

Nell’ultimo anno sono stati fatti interventi al porto? 

Lo scorso aprile abbiamo provveduto a mettere in sicurezza la diga foranea tramite un sistema di catene navali, collocate all’estremità della diga verso il lago e ancorate sul fondale con corpi morti da 60 quintali cadauno. Sono stati posizionati 10 corpi morti sul lato sinistro e 6 sul lato destro che servono a mantenere la diga in posizione. Questo sistema, aiutato dalla parte verso terra da 4 ammortizzatori, attenuano l’oscillazione della diga sotto l’effetto dell’onda. Per lo stesso motivo la diga foranea è stata inoltre dotata di frangiflutti che smorzano l’entrata dell’onda nel porto. 

Si sono riscontrati dei benefici?

All’interno del porto l’altezza dell’onda proveniente dall’esterno è diminuita del 70%.
Quanto fatto con gli interventi dello scorso aprile, ci ha permesso di limitare al minimo i danni dovuti alla forte lagheggiata avvenuta il seguente 5 maggio, che invece ha messo a dura prova i porti del basso Garda.

Sono in programma nuovi lavori?

Quest’inverno abbiamo iniziato la sostituzione dei galleggianti del pontile n. 3, quello confinante con il porto della Sirena, in modo da poter garantire una maggior stabilità del pontile stesso che col tempo mostra normali segni di usura.
Nel corso del 2020-21 verranno sostituiti anche i galleggianti degli altri due pontili, tempi di consegna permettendo.

Riguardo al tema eco-sostenibilità, quali soluzioni sono state adottate?

Per rendere il nostro porto eco-sostenibile, già dal 2018 ogni pontile è stato dotato di impianti idrici grazie ai quali viene utilizzata l’acqua del lago per il lavaggio delle imbarcazioni ormeggiate. Questa soluzione permette quindi un minor dispendio di acqua potabile. E’ stato inoltre installato nel porto un raccoglitore di acque nere e acque di sentina con annesso sistema di aspirazione, per evitare che tali sostanze finissero nel lago.

Com’è andata l'apertura della nuova stagione?

L’andamento del porto è in continua crescita. Quest’anno siamo molto soddisfatti, sia per i risultati della scorsa stagione che di quella nuova. Non si è verificato infatti nemmeno il normale turn over, le disdette a fine anno sono state solo due, contro le otto o nove di media degli altri anni, e sono tornati anche soci che avevano lasciato il posto barca anni fa. Questi dati ci confermano che stiamo lavorando nella giusta direzione. 

Sogni nel cassetto?

Il sogno è e rimarrà sempre lo stesso: la realizzazione di una diga fissa. Anche se ora la situazione è nettamente migliorata, questa rimane  l’unica soluzione perché il porto possa godere di una maggiore sicurezza. Senza dimenticare che in tal caso non sarebbero più necessarie nemmeno le frequenti ispezioni subacquee e le conseguenti e costose manutenzioni.
Chissà, forse un giorno...!