Lo sport ai tempi del Coronavirus

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci sta costringendo a riprogrammare la nostra quotidianità. 
Siamo chiamati a restare in casa, senza poter uscire ormai nemmeno per andare al lavoro, incontrare parenti e amici, fare sport o coltivare le nostre normali abitudini.
Anche il mondo dello sport si è fermato: gli impianti sono chiusi, gli allenamenti sospesi e tutte le manifestazioni rinviate fino a data da destinarsi.
Forse molti di voi penseranno che lo sport sia una di quelle attività che può essere sacrificata a favore della sanità pubblicata e che una regata di canottaggio annullata o un periodo senza allenamenti non siano la fine del mondo. Giusto, ma per chi vive e dedica allo sport molte ore del proprio tempo, questo stop ha comportato una completa rivoluzione nella propria vita.
Mesi e mesi di duro lavoro, di fatica sia fisica che mentale, di ore passate in palestra, in piscina, in barca o in sella ad una bici in previsione di importanti gare che ora non si sa se verranno mai svolte.
Ma lo sport abitua al sacrificio e in questo momento il miglior sacrificio che possiamo fare è quello di rispettare le regole e fermarci.

Come stanno affrontando atleti ed allenatori questa situazione e di cosa sentono più la mancanza?

Lo abbiamo chiesto direttamente ad alcuni di loro!


Dal Canottaggio

Rosa Lucania - atleta

Mi manca qualsiasi cosa della Canottieri, mi manca uscire tutti insieme nel nostro golfo, mi manca sdraiarmi in barca appena finito l’allenamento e guardare il cielo mentre sento l’acqua che scorre sotto di me, mi mancano le mie amiche e le risate mentre facciamo allungamento. Mi manca il nostro allenatore Stefano, sia lo Stefano che ci sgrida, sia lo Stefano che ci dice che abbiamo fatto un buon lavoro. Mi mancano i master che hanno sempre qualche battuta per farci ridere. Mi manca quell’attimo di silenzio prima del via durante le ripetute dell’allenamento, mi manca arrabbiarmi se la barca non sta in equilibrio e mi manca arrabbiarmi per le onde e per il vento, ma mai come adesso vorrei sentirmi il Pelèr sul viso mentre remo.
Mi manca tutta la Canottieri, perché la Canottieri è famiglia, e se non lo fosse probabilmente non avrei questa nostalgia.
Non vedo l’ora di guardarvi tutti e abbracciarvi, stavolta con la consapevolezza di non dare nulla per scontato.
A presto Canottieri Garda Salò ❤️


Stefano Melzani - allenatore

Ho sempre creduto che il lavoro dell'allenatore dovesse essere svolto stando a stretto contatto con i propri atleti, perché fare l'allenatore non vuol dire somministrare solo una tabella ma un continuo scambio di sensazioni che ti permettono di calibrare giorno per giorno il programma. In quest'ultimo mese ho dovuto imparare un nuovo modo di fare il mio lavoro, con nuovi protocolli, nuovi metodi. Ora posso dire di essere soddisfatto di come stiamo portando avanti gli allenamenti: tutti i nostri atleti (45 in totale) sono seguiti giornalmente da me o da Francesco e Matteo attraverso varie piattaforme di comunicazione, utilizzando sia strumenti specifici che abbiamo portato loro a casa, sia strumenti fai da te. Purtroppo non abbiamo certezze di quando potremo riprendere a gareggiare e perciò la cosa più complicata è mantenere alta la tensione durante gli allenamenti; ma ogni giorno ricordo loro quanto sarà bello tornare a remare sul nostro lago e che sarà ancora più divertente se saremo pronti a farlo ad ottimi livelli. Anche a me mancano momenti che solo la lontananza ti fa apprezzare: il freddo sul gommone d'inverno, l'odore di sudore degli atleti, le discussioni e l'adrenalina… mi mancate!!!


Dal Triathlon
Lorenzo Pezzotti - atleta

Ovviamente è un momento difficile per tutti, atleti e non, è una scenario apocalittico che nessuno avrebbe immaginato. L’importante è non abbattersi e utilizzare tutto questo tempo a disposizione nel migliore dei modi.
Come atleta, cerco di mantenermi in allenamento, per quanto possibile. Mi son creato una routine settimanale, seguendo indicazione del coach Alessandro Moretti e, in contatto con i compagni di squadra, ogni giorno alterniamo sessioni di rulli, di palestra (anche a corpo libero),  tapis roulant e così via.
Quello che mi manca di più è Il gruppo, ovviamente. Nel Triathlon, nonostante l'individualità dello sport, quello che conta di più è il feeling con i compagni e le (passatemi il termine) cavolate che si vivono durante gli allenamenti; questo è l'aspetto più duro da affrontare.
Vorrei mandare un messaggio a tutti: l'hashtag #stateacasa non deve essere solo il trend del momento, approfittate di questo tempo per far le cose che durante la quotidianità non riuscite a fare; leggete, allenatevi, studiate..qualsiasi cosa, ma fatelo!


Dalla Vela

Elena Podavini - atleta squadra Optimist

All’inizio ero felice di non andare a scuola e di dormire fino a tardi, ma quando ho capito cosa sta accadendo ho cambiato subito idea.
È passato solo un mese, ma sembra un’eternità da quando non incontro più i miei amici in Canottieri, da quando non viaggiamo più insieme e ci aiutavamo ad armare le barche, ma soprattutto da quando eravamo in mezzo al lago a fare allenamento, perché pur essendo ognuno sulla propria barca eravamo uniti dalla stessa passione.
Prima non capivo quanto ero fortunata a fare tutto ciò che facevo, anzi alcune attività mi erano quasi imposte e non sempre mi andava di praticarle.
Adesso però non so quanto darei pur di tornare a svolgere la mia routine quotidiana, perché è vero che ti accorgi di quanto ti stia a cuore una cosa solo dopo averla persa…
Io sto affrontando questa quarantena con pazienza e serenità, mi sto impegnando nello studio e ora che i nostri allenatori ci hanno fornito tutte le indicazioni per tenerci in allenamento mi impegnerò anche in questo.
L’importante ora è che, anche se siamo distanti, dobbiamo rimanere uniti e sostenerci l’un l’altro: andrà tutto bene! 


Dal Nuoto
Carlo Boni - allenatore

Per noi ora è impossibile abbozzare un programma di allenamento vero e proprio a distanza, i ragazzi più grandi seguono indicazioni sull’alimentazione e per mantenersi in forma hanno schede di allenamento e video che inoltro quotidianamente.
Ho consigliato a tutti di seguire le regole e fare di tutto per proteggere la propria salute.
I ragazzi devono avere ben presente che i problemi accadono e occorre affrontarli con senso di responsabilità.
A differenza della vita “civile” quella sportiva ammette sempre una seconda possibilità a breve o a medio termine. A volte le cose non sono come vorremmo, ma l’essenza dell’attitudine sportiva è alzarsi e ripartire. Un campionato italiano è saltato, ma l’anno prossimo oppure ad agosto ce ne sarà un altro, così come tutti gli obiettivi che ci eravamo posti. Bisogna avere consapevolezza del momento, non fare drammi e cercare di uscirne più forti.