La casa sull' acqua della famiglia Bonomi

Esistono diversi modi di vivere un’imbarcazione a vela o a motore: c’è chi fa regate, chi fa uscite in compagnia o in solitaria, chi la usa come casa vacanza e chi invece l’ha trasformata nell’abitazione fissa della propria famiglia. 
Gli amanti della barca in genere non vorrebbero mai tornare a terra e la famiglia Bonomi questo desiderio l’ha trasformato in realtà. Sono in quattro, Giacinta e Giuseppe (genitori) con le figlie Giulia (17 anni) e Benedetta (16 anni) e sebbene nessuno di loro sia un abile marinaio, da più di un anno hanno la loro residenza nel nostro porto. Appena sono arrivati abbiamo pensato: ma questa non è una barca, è un condominio!
Incuriositi abbiamo incontrato Giacinta e siamo andati a scoprire come stanno vivendo questa “seconda casa”.
Com’è nata l’idea di vivere in barca?
L’idea è nata tre o quattro anni fa, dopo una crociera. Da quel momento il desiderio di vivere sull’acqua è diventato sempre più forte e siamo arrivati al punto di non sopportare più di stare chiusi in una stanza. Le nostre figlie frequentano entrambe l’istituto Enrico Medi di Salò, così la scelta del lago è stata naturale. Siamo stati fortunati a trovare un posto qui nel porto.

Dove l’avete acquistata?
L’abbiamo presa ad Andora in Liguria. Cercavamo una barca abitabile ed eravamo andati lì perché sapevamo che ne regalavano una, ma quando l’abbiamo vista ci siamo resi conto che era praticamente da affondare. Così abbiamo cercato in altri due porti e appena abbiamo trovato La Segunda è stato amore a prima vista. Era bellissima, ma all’interno anche lei era piuttosto malconcia. Diciamo che è stato più costoso restaurarla che acquistarla, ma ne è valsa la pena!


Perché ne siete tanto innamorati?
Lei è del 1976, io sono del 1978: praticamente stiamo invecchiando insieme. In un anno e mezzo l’abbiamo completamente ristrutturata, contando solo sulle nostre forze, anche quando abbiamo rifatto gli impianti e impermeabilizzato lo scafo. Credo che il motivo per cui la amiamo tanto sia questo, perché è un progetto che ha unito tutta la famiglia e ci ha visti faticare insieme per costruire la nostra piccola casa dei sogni. Appena terminati i lavori abbiamo anche ricevuto un’offerta di acquisto, ma io non venderei mai la mia casa-barca.
Anzi, mi piacerebbe averne anche una al mare! 
Siete navigatori esperti?
Assolutamente no, anche se abbiamo iniziato a fare le nostre piccole esperienze. Devo confessare che ogni volta siamo un po’ in ansia per le manovre di entrata e d’uscita dal porto, ma quando siamo al largo è bellissimo.
La nostra barca è un dislocante e quindi è molto sicura anche se decisamente non è veloce. A me però va benissimo così. D’altra parte corriamo anche troppo per lavoro e nella vita di tutti i giorni e quando sono in barca preferisco un po’ di lentezza. Poi per me resta la nostra casa, quindi stare in porto non mi pesa, anzi.
Rimanete qui per tutto l’anno?
Noi stiamo qui finchè possiamo, ci spostiamo solo quando in inverno comincia ad esserci onda in porto, altrimenti non avremmo problemi a rimanere. 
Il fatto di dover uscire per andare in bagno anche in inverno, non vi crea problemi?
Noi siamo ex camperisti e sappiamo adattarci. Sarebbe più un disagio per me vivere in un appartamento e dover stare attenta a non fare rumore oppure, peggio ancora, sopportare i vicini. Quello sarebbe davvero molto più faticoso.
Non vi pestate mai piedi in un ambiente così piccolo?
No, viviamo in armonia, nel rispetto degli spazi di ognuno. Siamo sempre stati abituati a vivere in una casa molto grande a Lodrino, la barca invece è decisamente molto più intima e quindi la sera riusciamo a stare insieme e a comunicare come non abbiamo mai fatto. E’ meglio anche del camper perchè le camere sono divise da una porta e quindi gli spazi sono separati.
 
Come vivono le vostre figlie questa esperienza?
La Segunda ormai è diventata un ostello e c’è gente a tutte le ore. I loro amici sono entusiasti e dobbiamo limitare gli accessi. Ogni tanto le ragazze vorrebbero che noi genitori rimanessimo a Lodrino, per non farci avanti e indietro dicono, ma finchè sono minorenni non se ne parla!
Fra di voi c’è qualcuno che preferirebbe una vita diversa?
Il vero problema è che siamo tutti entusiasti di vivere in barca e la cosa più difficile è convincersi a tornare qualche volta “sulla terraferma”. Forse mio marito è quello che ogni tanto ha nostalgia della nostra casa a Lodrino, ma questa è così facile da gestire e pulire che io non rimpiango nulla. Per assurdo in barca non c’è nemmeno umidità e l’ambiente è più confortevole.
Vi sentite sicuri a vivere qui, soprattutto d’inverno?
Nessuno ci ha mai dato fastidio, il porto è molto tranquillo e silenzioso. Ci sentiamo molto sicuri, mentre avevamo decisamente più paura quando eravamo in camper e sostavamo in zone isolate.
Questa scelta vi ha cambiato la vita?
Si, perché la nostra famiglia è più serena e la barca ci aiuta a rilassarci e a goderci ogni momento che non dedichiamo al lavoro. Le nostre figlie poi sono totalmente indipendenti, sono cresciute e hanno imparato a gestire meglio il tempo e lo studio. Sono diventate bravissime.
A distanza di un anno, rifareste questa scelta?
Assolutamente si. Siamo felici.