IL TENNIS SALÒ ALLA PROVA DEL “METODO CANOTTIERI”

La Canottieri nasce come circolo di canottaggio e nel corso della sua storia si è concentrata anche sulla vela e sul nuoto. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato.
A partire dal 2016 in particolare, quando abbiamo deciso di metterci alla prova con  la gestione del Tennis Salò Canottieri.
Metaforicamente per noi si è trattato di lasciare un porto sicuro, ma soprattutto di mettere a frutto la nostra esperienza per esportare il “metodo Canottieri”, applicandolo anche ad altri sport e nuovi impianti.
Ci siamo riusciti?
Lo abbiamo chiesto a Eugenio Knerich (tecnico nazionale) e Doriano Gnocchi (maestro e prossimamente tecnico nazionale) della società Next che, da settembre 2019, gestiscono l’attività sportiva del Tennis Salò Canottieri.

Qual è la vostra organizzazione interna?

Eugenio: Io e Doriano siamo i direttori tecnici e ci occupiamo della programmazione, mentre Gianluca Candeli e Andrea Stoppini sono gli istruttori, ma in campo tutti noi abbiamo dei ruoli intercambiabili. Next gestisce l’attività didattica, dalla scuola di avviamento dei più piccoli (dai 4 agli 8 anni), alla squadra agonistica (dai 9 in poi), fino al corso adulti, accompagnandoli nella loro crescita. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a creare un bel settore agonistico con un buon programma di allenamenti. Per ora siamo solo all’inizio, anche se abbiamo già individuato un paio di atleti su cui abbiamo riposto delle aspettative. Speriamo di vederne un giorno almeno uno in TV!

Doriano: Prima di arrivare alla TV il nostro obiettivo è fare in modo che gli atleti del settore giovanile si integrino con la prima squadra che ora milita in serie C, poi vedremo!

Next è una società molto presente sul territorio. Quali punti di forze avete riscontrato in Canottieri rispetto alle altre società che gestite?

Eugenio: Al momento abbiamo in gestione l’attività dei circoli di Gavardo, Vestone, Sabbio Chiese, Darzo, Gonzaga e del Timing di Brescia. Rispetto alle altre realtà con cui collaboriamo e che si occupano solo di tennis, in Canottieri abbiamo trovato una società estremamente strutturata. Nell’ambiente spesso il nostro non viene riconosciuto come un lavoro e quindi gli allenatori non hanno contratti seri, qui invece c’è molta più sicurezza e valorizzazione della persona. 

Doriano: Siamo liberi professionisti e talvolta ci ritroviamo, nel bene e nel male, a operare a 360 gradi e a risolvere tutti i problemi. In Canottieri invece abbiamo trovato un ambiente diverso: è utile avere anche un confronto con persone aperte e disponibili sia alle critiche che ai suggerimenti, con il desiderio di collaborare e metterci nella condizione di lavorare al meglio.

Avete riscontrato delle difficoltà?

Eugenio: La maggiore organizzazione è sicuramente un pregio, di contro le scelte non sono immediate e questo rallentamento può essere visto come un difetto, credo però che valga la pena aspettare un po’ di più per avere scelte ragionate e condivise. Come capita spesso nei circoli tennis, è necessario inoltre far conciliare le esigenze dei soci con quelle degli atleti e questo talvolta limita la disponibilità dei campi per l’allenamento. Sarebbe bello se un atleta potesse allenarsi per più tempo in modo continuativo nell’arco della giornata.

Doriano: Dal punto di vista agonistico in certi periodi quattro campi sono pochi, ma è un fatto fisiologico nel nostro settore e sappiamo che dobbiamo sempre organizzarci al meglio. Potrebbe essere interessante utilizzare anche altre strutture come punto di appoggio, in modo da avere più chance. 

La Canottieri è riuscita a integrare il tennis?

Eugenio: La Canottieri ha trasmesso la sua concezione di sport anche al tennis, noi ne abbiamo sposato principi e valori per fare in modo che anche questa disciplina fosse allineata alle altre (canottaggio, vela, nuoto e triathlon, ndr) e ricambiare con lo stesso spirito di appartenenza.

Quali sono i vostri sogni nel cassetto?

Doriano: Il nostro obiettivo è riuscire a portare una persona a giocare per tutta la vita. Mi piace pensare che il tennis diventi una passione da condividere e tramandare.

Eugenio: Sarebbe interessante creare una “academy” , dove poter offrire ad atleti a partire dalla 2^ categoria un pacchetto completo come palestra, fisioterapista, piscina ecc…. Diventare quindi un punto di riferimento per gli atleti del settore agonistico di alto livello, provenienti anche da realtà esterne, sfruttando tutte le strutture disponibili della Canottieri, compatibilmente con gli spazi condivisi con i soci.

Come sta andando la stagione?

Doriano: E’ stato un anno anomalo. Se tutto si fosse svolto regolarmente, in questo momento sicuramente avremmo già potuto avere un saldo positivo in termini agonistici. I camp estivi sono andati molto bene e, dovendo dare un limite al numero di iscritti, talvolta abbiamo dovuto rifiutare iscrizioni. L’estate sta andando quindi come meglio non ci si poteva aspettare, aspettiamo l’autunno per ricominciare gli allenamenti.

Perchè un bambino dovrebbe scegliere di praticare tennis?

Doriano: E’ uno sport che puoi praticare 365 giorni all’anno e a qualsiasi età dai 3 anni in su. Per quanto riguarda l’età giovanile, finalmente è stato sdoganato il tabù dello sport asimmetrico, in quanto le nuove metodologie fanno usare entrambi gli arti e vengono sviluppate le capacità coordinative propedeutiche anche per altri sport e importanti per la corretta crescita del bambino. Tutto è proporzionato e creato a misura di bambino in base all’età, il corpo viene sviluppato in maniera armonica anche nelle parti non dominanti.